ROMA | Stadio di Domiziano
25 Nov 2017 - 10 Gen 2018

TERMINE DELLE CANDIDATURE PROROGATO AL 15 OTTOBRE 2017

Gianfranco Gentile

Vite di cartone

 

Vite di cartone

Cardboard Life

L'opera è realizzata a mano con pastelli secchi sulla superficie di sei cartoni da imballaggio riciclati e assemblati. I  drammatici e spesso tragici avvenimenti di questi ultimi anni, legati alla fuga di migliaia di profughi da guerre e fame, mi hanno portato a riflettere sul legame "storico" tra questo materiale e la povertà. Nella mia mente sono risuonate parole della mia infanzia, ricordi di un paese che sembra aver perso la memoria, i nostri migranti che partivano con le valigie di cartone, così si diceva, e in fondo questo materiale povero è sempre stato anche l'ultima preziosa dimora di chi vive ai margini della società. In alcune mie opere recenti il cartone (ri)assume il senso di fragilità di queste persone sospese tra la vita e la morte.

The work is handmade with dry pastels on the surface of 6 recycled and assembled packaging cardboards. The dramatic often tragic events of recent years, linked to the escape of thousands of refugees from wars and hunger, have led me to reflect on the "historical" link between this material and poverty. In my mind are words of my childhood, memories of a Country that seems to have lost memory, our migrants leaving with cardboard suitcases, so it was said, and in the end this poor material has always been the last prescious home of those who live on the margins of society. In these my recent works, cardboard takes on the sense of fragility of those people suspended between life and death.

NOTA BIOGRAFICA DELL'ARTISTA:

Nato a Verona, Gianfranco Gentile si forma culturalmente nella Firenze degli anni ‘70 dove si laurea in Architettura. Musicista e performer nell’area sperimentale e d’avanguardia di quegli anni, partecipa a manifestazioni di musica contemporanea sia in Italia che all’estero e a performance del movimento artistico Fluxus. Alla fine degli anni ‘90 entra nel mondo dell’arte ufficiale. Attraverso l’utilizzo di cartoni da imballaggio riciclati, dipinti a pastello secco e con l’invenzione di una tecnica basata su un’accurata asportazione della superficie non dipinta, Gentile propone un’operazione della memoria, un’archeologia industriale che riflette esteticamente sull’invenzione umana e sulla seconda bellezza dell’oggetto, non più funzionale, creata dal fluire del tempo. Di grande attualità i suoi recenti murales in cartone di enormi dimensioni, legati a tematiche ambientaliste e i suoi lavori e installazioni sul tema dei migranti. Numerose le esposizioni personali e collettive in Italia, in importanti città europee e in Cina.


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